Deuteronomio, Versetto Non Pervenuto (Feat. Miike Takeshi)

from by Atropo

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lyrics

Odo il violino e la sua sacra chiave, Musa,
fa che non vìolino l’esacerbato altare.
Elimino il subliminale: trinitante cerbero danzante
ogni parola proferita è altro fiato che sperpero…certo
Nuova ferita verso cui convergo,
rituale d’iniziazione, detergo dita esili,
non la mia anima in cui neanche più credo
a braccia incrociate siedo, gli occhi rivolti al cielo cremisi.
Fiamme smeraldo le mie nemesi,
ciclicità terrena insegue fertili frutti, ma oltrepassando i mesi.
Rimando scelsi con cura: cancrena come cura di rimando
dirimendo faide interne senza araldo.
Arando fuori solco spinale,
vedo me incidermi le dermi quindi è lecito chieder: “posso spirare?”
Osso spirale come talismano in mano a sospirare,
le mie genti: medium silenziosi, pregano Urano.

RIT

Luce di luna come bisturi, poi chi sutura?
Il verbo afono di edipica madre natura?
Oscura ratio, trascendo il Limite privo di dazi
una mia mano sfiora una mia mano, causando brividi.

MIIKE TAKESHI

È statuario, pugni sopra i fianchi, non lontano dall’avvicendarsi di corpi nudi mostranti solerzia,
nell’ineluttabile inerzia di un organismo che presenzia a se stesso nella sua assenza.
E registrava, o cercava, ogni movimento intriso di finitezza ed eternità al contempo.
Un ossimoro ed un commento a piè pagina dei suoi appunti: quale umanità sarà umana e quale sarà appunti?
Puntava lui, scienziato dell’antropo e del suo agire, all’unità dei dati per le scienze dell’avvenire per
venire a una comprensione: il limine tra il mero sentire e la sua sistematizzazione.
Ma quanto di perso nella trasposizione era insaputo, quel sudare cosciente era vissuto, intessuto dei presenti
autoreferenti che solcavan le verità e il tempo dei sistemi viventi.
Ed una figura perfetta circoscriveva le forze ed influenze per gli iniziati e valeva come genesi nuova, nuova
nascita, lascito in morte di ciò che precede il sapere e ciò che ne è forte.
Ma lui forte non molto, figlio del mondo della causalità cartesiana, del contatto come unico fecondo, fecondò
l’uomo al centro, il torace aperto a simbolo-sintomo di un cultuale, un modellare l’incerto.

(E ad un tratto il deliquio)

Riaprì gli occhi, il mondo, di nuovo, supino, l'osservare opaco di un bambino/
un volto celestino nei suoi intagli, che erano orpelli, dettagli, un'estetica a lui ignara
ma mostrarli era fattore di umana fattura, furore di umana frattura e tenore/
in odore di sangue alzò il capo, il corpo nudo dal torace al pube: il disegno del cosmo con le sue carni richiuse.

credits

from Old Faithful, released November 9, 2015
prod. Fiike Makeshi

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