Dopo Il Niente (Feat. Operasilenzio, Arkantos & eNosferato)

from by Atropo

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lyrics

ATROPO

Fu subito tenebra… e posso dirlo anche se ai tempi non conoscevo ancora la Luce.
Polluce e Castore scissi nel grembo di una madre che si concesse senza pudore.
Il candore di una nuova forma di vita si perse, in quanto soltanto in due tempi, per adulterio fu concepita
su di una galea a largo, quindi sprovvista di alloggi per gli ingegneri del parto.
E già da allora si miscelò il sangue ed etichette su provette suggellarono il patto che nessuno strinse,
ma che restò in vigore come decreto, dai tempi dell’ambrosia a quelli delle stringhe.
Staminali e siringhe come gingilli da succhiare al posto delle dita e fu inaudita la forza con cui una mente fu capace di frantumare in un solo baleno ogni sua sfida…
Proprio come Re Mida, che sottomise gli elementi al suo ingordo volere, ma lo fece senza curarsi di fame e sete; per poi pentirsi sotto i loro morsi e sotto quelli del Sapere.
Così per par condicio si declassò la linfa infinita del gemello primo, il quale diventò presto carcassa, esattamente come lo diventa il mio corpo quando non scrivo.

OPERASILENZIO

Avere a che fare con il suono della gente batte in cassa forte e libera questo torrente.
Tu corri forte e sicuro, non sii ubbidiente
tranne che verso te stesso. Nessuno dopo il niente.
Ma oggi no, oggi che gonfio di un bisogno che non parla, ma che piange ancora come se
abbandonato sul letto di un fiume, profezia porta sciagure, mancano solo poche lune.
Ma continuano ad osservare, uno studio sepolto in un silenzio tombale.
Tu continua a chiamare, che altro fare?
Temuto da tutti, ancora che temi il male…
Lascia fare a chi dell’Oltre ne ha fatto giacca, sereno nella burrasca, assetato, ma senza fiasca.
Abbiamo scambiato la connivenza per convivenza: dai, lo sai che era una partita persa in partenza.

RIT (Operasilenzio)

E cammina ad occhi chiusi, cerco l’abilità di fare il passo,
l’ultimo passo, senza fragilità.
E continua come se nulla fosse, come se nulla avesse un senso.
Ma ora sono solo, mentre capisco che vivo solo me stesso.

ARKANTOS

Ho troppa sete, datemi da bere!
Lacrime di meretrici bagnano le labbra secche
Teche colme d'odio riempiranno questo calice,
metropoli d'avorio si divoreranno all'apice.
La cenere si posa alla base di un vecchio salice,
il vento voltale pagine, il tempo ghermisce vittime.
Giungono dall'altare viscere da cui attingere;
moti da contemplare, ampliando il raggio dell'iride. Credere è limite!
Ora abbandono nuovi e vecchi dei;
giungono piagnistei, nella città in rivolta ratti e scarabei.
Io scaverei il mio fosso... Un corpo deflagrato effluvia!
Paradosso del senso: audentes fortuna iuvat.
Diametralmente opposti a Numa.
Frigge sulla carne cruda, un marchio sulla schiena nuda è un segno che non si commuta!
Musa, muta in canto; geometrie nel campo al neon.
Lacera un deo dal frenulo al perineo.
Ma in fondo che cerchiamo, e nel piano chi siamo?!
...se non polvere di talismano nel palmo di Urano.
Dipano nel cranio, matasse dal foro romano;
da Amon, la volta notturna è invasa da skylon!
sai no? ...siamo il prodotto che il tempo rifiuta,
tranquillo, l'agonia è conclusa, che il corvo si nutra!
Mutazione in atto. (dal basso la terra m'aiuta)
Rinasco dal grembo del granchio: cuore di pulsar...

ENOSFERATO

Dal basso canti intonano, quello che vibra è intonaco e tremo dal basso stomaco.
L’acqua morde rocce,
sembra che abbia voce dal timbro atroce
anche lei ha la sua croce e 99 nomi come Allah.
Abracadabra: a tratti ripercorro la strada su di un ponte che cadrà.
Attratto da draghi, in illegali dedali,
le gare regali di bradipi brami. Nobody in the place. Titubi.
Bitumi e chiome argentee.
Eterno feretro roboante in volo perde
Aderenza transitando tracotante astrologando
Miserabile Visu! Suvvia... Mirabile astro
Venus! Caustica, castra totem d’alabastro: metodo devoto a vuoto.
Suono sulla quinta musicale, per deformar l’evento, accento del reale,
e continuamente lo percuoto.
Svuoto laido goro, rime a poco,
claudicante flow mammut a fuoco.
Alchimista del sangue,
cuoco di liquami senza target,
gioco a carte con Eliphas Levi. Veleni sull’inettitudine,
mi limito a miti con rime hd e cimeli così
creo il mio Golem. Cerco la mia eternità in un bisogno che non so definir
ma è pieno zeppo di parole…
la mia prole è piena zeppa di parole.

credits

from Old Faithful, released November 9, 2015
Prod. Operasilenzio

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Atropo Pescara, Italy

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